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Mèta Sonetto
Non so cosa dire, non so più cosa
scrivere in quattordici lunghi versi,
le idee ho prosciugato e neppure prosa
si addensa e si fissa nei fogli spersi…
Seconda quartina, più rigogliosa
di tròpi lucenti: pare attraversi
qual puro zaffìro o infuocata rosa
fanghi cacofonici agri e perversi.
Niente, niente, niente! Non so che dire...
Vedete? Ripeto vuote parole
perché in altri modi non so finire.
L’ultima terzina: risorge il sole…
Respiro un po’ meglio, le strette spire
metriche si allentano, se Dio vuole!
