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Mèta Sonetto
Non so cosa dire, non so più cosa
scrivere in quattordici lunghi versi,
le idee ho prosciugato e neppure prosa
si addensa e si fissa nei fogli spersi…
Seconda quartina, più rigogliosa
di tròpi lucenti: pare attraversi
qual puro zaffìro o infuocata rosa
fanghi cacofonici agri e perversi.
Niente, niente, niente! Non so che dire...
Vedete? Ripeto vuote parole
perché in altri modi non so finire.
L’ultima terzina: risorge il sole…
Respiro un po’ meglio, le strette spire
metriche si allentano, se Dio vuole!
Buona Pasqua!
Se te ne vai a Pasqua
all'isola di Pasqua
ricorda che a Natale
il mio amico Natale
ci ha incontrato una tale
carina, mica male:
fidanzata ufficiale
del coniglio Pasquale.
Bestiario - Il Verme Solitario
Giù nel crasso bagordi,
nel colon sodomie:
sulfuree biologie
t'accendono i ricordi
più dolci, ma il tuo istinto
suggerisce di stare
ben fermo e di evitare
quel retto a cui sei spinto.
Quel Pasticciaccio Brutto di Via Leopardi
Dopo la corsa
senza più fiato
cado sul prato
sento una morsa
m'hanno ammazzato
preso la borsa.
Addio, vi ho amato
stelle dell'Orsa.
Eolie 1992
Mattina presto
golfo di mare
dolce nuotare
liquido gesto
poi riportare
la barca a questo
calmo e modesto
porto che pare
senza domani.
Due ricci crudi
tra le mie mani
su scogli nudi
bianchi gabbiani
di Filicudi.